Cheratocongiuntivite Primaverile

Cheratocongiuntivite Primaverile

Cheratocongiuntivite primaverile: Che cosa è?

Con l’arrivo della stagione primaverile, ci tocca fare i conti, come ogni anno, con una patologia non infrequente nota come cheratocongiuntivite primaverile. È una manifestazione allergica, con flogosi cronica della superficie oculare ed acuzie stagionali. La parola composta “cheratocongiuntivite” richiama due strutture anatomiche dell’occhio, ovvero la cornea e la congiuntiva. L’aggettivo “primaverile” richiama invece il periodo dell’anno in cui il quadro clinico si riacutizza. Questo significa, in altre parole, che la patologia non si presenta esclusivamente in primavera ma che la primavera è il periodo in cui le manifestazioni cliniche sono più imponenti.

Cheratocongiuntivite: cenni primaverili

Nell’80% dei casi questa cheratocongiuntivite comincia a manifestarsi nei primi dieci anni di vita ma è raro che si verifichi prima dei tre anni. In genere, dopo la pubertà e spesso a ridosso dei 20 anni di età, si autorisolve.
La prevalenza è molto più elevata nelle regioni con climi caldi, mentre nelle regioni con cambiamenti climatici stagionali si osserva spesso un andamento con acuzie che si palesano nei mesi più caldi , con successiva remissione nei mesi più freddi.

Quadro Clinica: come si manifesta?

Vi è una imponente e spesso bilaterale flogosi cronica della superficie oculare, che può talora dare luogo a reliquati se non prontamente diagnosticata e trattata.
I pilastri sintomatologici della cheratocongiuntivite primaverile sono: visione offuscata, lacrimazione eccessiva e secrezioni oculari viscose, un prurito talora invalidante e la fotofobia.
I segni clinici che l’oculista reperta durante l’esame obiettivo sono: iperemia congiuntivale, ipetrofia delle papille al tarso, coinvolgimento corneale che si manifesta con cheratite puntata superficiale, erosioni oppure vere e proprie ulcerazioni. Un segno caratteristico è rappresentato dai cosiddetti “noduli di Trantas”, che sotto il profilo anatomopatologico corrisponderebbero a cellule infiammatorie distrubuite all’apice della congiuntiva del limbus

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Manifgestazioni tipiche della cheratocongiuntivite primaverila

Prognosi e terapia: come curare la cheratocongiuntivite primaverile?

Generalmente è buona se clinicamente ben gestita. Inoltre spesso si autolimita.
Tuttavia, un ritardo nella diagnosi può dare luogo a complicanze importanti.
La cheratocongiuntivite primaverile ha una prognosi generalmente buona con un’appropriata gestione clinica e la malattia è in genere autolimitante (7).
Tuttavia, in quanto poco comune, la cheratocongiuntivite primaverile è una condizione spesso poco conosciuta sia da oculisti che da pediatri ed allergologi, con conseguente ritardo nella diagnosi e rischio di complicanze oculari, oltre che di impatto negativo sulla qualità di vita del bambino e della famiglia .
Il trattamento si avvale dell’utilizzo di stabilizzatori dei mastociti, antistaminici, corticosteroidi topici ed immunomodulatori, opportunamente associati dallo specialista.

Gli specialisti iSurgery, presenti con sedi in tutta Italia (Pisa, Genova, Palermo e molte altre città) sono a vostra completa disposizione per la diagnosi e il trattamento di questa patologia ad andamento stagionale.

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